Anche per le scarpe esiste un dress code da ufficio? La risposta è si.
La scarpa per l’outfit da ufficio solleva spesso domande legate all’adeguatezza – o meno – di alcuni abbinamenti.
Cercheremo di fare chiarezza e fornire un supporto per arricchire l’outfit d’ufficio con la scarpa giusta.
Fino a qualche anno fa il look da ufficio si affidava alle indicazioni standard dei dress code. Anche oggi è il dress code a dettare le regole dell’abbigliamento congruo, con il valore aggiunto di una maggiore flessibilità e confini meno rigidi tra i diversi codici d’abbigliamento.
Negli ultimi anni, con la diffusione dello smart working, anche gli outfit da ufficio hanno preso la direzione del comfort inducendo l’alta moda a lanciare modelli morbidi tendenti al comodo.
Persino il completo assume queste caratteristiche e presenta spesso l’assenza di struttura di capi che un tempo erano confinati nel casual.
Questo chiaramente condiziona anche i diversi stili che possiamo individuare all’interno dei singoli dress code
Vediamoli da vicino
Dress code casual
Per quanto la parola “casual” sembri stonare un po’ nel contesto “ufficio”, tuttavia esistono delle professioni, nonché delle aree di attività, che presentano un certo grado di flessibilità nonché di accettazione del casual.
Pensiamo ad alcune agenzie o a reparti di aziende che non entrano direttamente a contatto con il pubblico, oppure ai nuovi ambienti molto smart come quelli della Silicon Valley dove i nuovi protagonisti del digitale girano in t-shirt, jeans e sneaker.
Basti pensare al modo, neanche così recente, di concepire il venerdì in ufficio: via la formalità e spazio al proprio modo di essere, creativo o sportivo che sia.
Che scarpe mettere in questi casi?
A seconda di ciò che si indossa sopra spazio alle sneakers per uomo e donna, in quest’ultimo caso sono ammesse anche sotto l’abito e le gonne. Bikers e stivaletto alla caviglia per la donna se il suo stile casual tende ad essere leggermente più sofisticato, in alternativa, stringata o mocassino.
Piccola regola restrittiva valida sia per l’uomo sia per la donna: per quanto l’ambiente possa essere casual, evitare scarpe aperte, sandali che lasciano intravedere le dita o mezzo piede nudo come le infradito.
Dress code smart casual
Sappiamo che lo smart casual è un dress code che verte su un mix tra elementi formali e informali. Ricordiamo che il messaggio veicolato da questo dress code è sofisticato ma non strutturato, professionale e, allo stesso tempo, disinvolto.
Questo amplifica le possibilità di scelta di outfit e quindi, nel caso specifico, di scarpe.
Sul fronte femminile è possibile sbizzarrirsi in inverno con calzature che spaziano dalla stringata alla decollete con il pantalone, dallo stivale al mocassino, alle slingback sotto alla gonna.
Ottima soluzione per l’estate la slingback oppure la open toe, purché la pedicure sia dignitosa. L’idea generale è sempre quella di veicolare professionalità, nonché cura e ordine.
Anche per l’uomo la scelta è ampia, dalla stringata al mocassino alla scarpa sia in pelle che in suite. La regola generale, anche per l’uomo, è quella di tenersi lontano dagli eccessi e di veicolare sempre ordine e professionalità. Lo smart casual, pur contenendo la parola “casual” nella sua denominazione, tuttavia non contempla, per nessun genere, l’utilizzo della scarpa da ginnastica e del sandalo ciabattina.
Dress code business
Questo dress code, ricordiamo, rappresenta la massima espressione dell’abbigliamento da lavoro.
Questa denominazione raccoglie tutto il mondo dell’outfit formale, raffinato, stiloso e classico.
Non si tratta semplicemente di un dress code “da ufficio”, quanto piuttosto di un vero e proprio codice di abbigliamento specifico per veicolare valori prettamente professionali come l’autorevolezza, la competenza, lo status sociale, l’affidabilità, nonché la sicurezza.
Il contesto “d’ufficio” in questo caso riguarda più nel dettaglio appuntamenti formali, colloqui di lavoro, meeting, cene di lavoro di una certa importanza, conferenze di un certo rilievo.
Il ruolo della scarpa, anche in questo caso, va a perfetto completamento della funzione d’insieme svolta dall’outfit completo che per il business dress code richiede soprattutto il giusto fit dei capi indossati.
Ecco che per la donna spiccano le décolleté, funzionali in questo a slanciare la figura conferendole anche un maggiore presenza fisica e, perchè no, un pizzico di autorevolezza ulteriore. Chiaramente, a seconda del livello di familiarità con il tacco, si può optare per un tacco più impegnativo, ma non eccessivo, oppure più largo e stabile. Saranno perfette anche le oxford o un elegante mocassino con la tomaia poco lavorata.
Il tema “tacco” merita un ulteriore riflessione e soprattutto un focus sull’opzione “plateau”: questa tipologia di tacco infatti consente una falcata più sicura grazie alla sua struttura doppia, può dunque fornire una valida alternativa a chi non ha piena padronanza del tacco alto. Anche l’utilizzo del tacco a spillo, è consigliato solo a chi davvero sa gestirlo e possibilmente non di colore rosso, per evitare di veicolare un eccesso di “arroganza” in un contesto professionale. Questo vale per tutte le stagioni. La ballerina, ovviamente la lasciamo ad altri contesti.
Anche per l’uomo si fanno più definite le regole relative alla scelta della scarpa nel dress code business che si trova sotto al pantalone da abito. Ecco allora che alla calzatura è richiesto di essere abbinata nel colore e nel tessuto alla cintura. Le scarpe business da uomo, per ogni stagione, sono: oxford, derby o al massimo il mocassino in pelle. Più la tomaia sarà liscia e poco decorata, più la calzatura sarà formale.
Data la formalità di questo dress code inutile sottolineare che le calzature da evitare sono le scarpe da ginnastica e le sneaker. Questa regola però apre la strada anche a un’eccezione: studi recenti hanno dimostrato come infrangere, seppur in piccoli dettagli, le linee guida di un dress code infonde, e dunque veicola – un forte senso di coraggio, nonché un’affermata autostima. Quel dettaglio può essere proprio la scarpa!
Ogni dress code definisce le regole in base al contesto e l’occasione. A questi elementi vanno poi integrati quelli relativi allo stile e al gusto personale, unito a una solida consapevolezza del messaggio da veicolare e degli obiettivi comunicativi da raggiungere.