Oltre la dittatura della palette: la nuova era della Consulenza d’Immagine Integrata

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Fino a qualche anno fa il mestiere del consulente d’immagine era quasi esclusivamente ridotto all’analisi armocromatica il cui fine ultimo era attribuire la stagione di appartenenza alla persona. Purtroppo questo approccio standardizzato ha rischiato di appiattire una professione che invece è poliedrica e portare alla creazione di stereotipi estetici a causa dell’inevitabile standardizzazione che la categorizzazione della palette impone.

È arrivato il momento di dare una sterzata a questa visione così ristretta della professione, ripartendo dai reali bisogni della persona che chiede supporto al consulente d’immagine per ricevere un aiuto da un professionista qualificato.

Ripartire dalle reali necessità della persona

Per uscire dalla “dittatura della palette”, è indispensabile mettere al centro le reali necessità della persona, spesso trascurate in favore di una mera attenzione all’estetica. La consulenza d’immagine deve evolversi per riconoscere che la qualità della vita non si misura unicamente attraverso la bellezza esteriore, ma attraverso un complesso equilibrio di fattori che coinvolgono il benessere fisico, emotivo e psicologico. È dunque cruciale considerare le esigenze personali nella loro interezza, ponendo al centro dell’attenzione aspetti come il benessere, la cura di se, la funzionalità, l’impatto in termini di comunicazione non verbale dell’immagine e la sostenibilità, elementi che contribuiscono significativamente alla qualità della vita.

Le tendenze estetiche, spesso imposte da logiche di mercato e da un’industria che promuove standard uniformi di bellezza, possono talvolta portare a una standardizzazione che ignora le diversità e le peculiarità individuali contribuendo ad una corsa frustrante verso obiettivi estetici a volte irraggiungibili perché irreali.

E chiara quindi la necessità di una riflessione più profonda e consapevole su come la consulenza d’immagine possa realmente dare un contributo al benessere delle persone essendo, come ci ricorda la Dott.ssa Chiara Salomone (esperta di neuroscienze e psicologia positiva della moda) una professione di cura.

Dal mio punto di vista, la consulenza d’immagine dovrebbe indirizzarsi verso un approccio olistico, che favorisca in primis il benessere attraverso la scelta colori, tessuti e abiti che migliorino non solo l’estetica ma anche il sentire della persona quando li indossa e si guarda allo specchio.

Un approccio multidisciplinare: la consulenza d’immagine integrata

Affinché la consulenza d’immagine diventi uno strumento di benessere autentico e duraturo per le persone, è fondamentale adottare un approccio multidisciplinare. Questo significa che il consulente d’immagine può avere bisogno del supporto di altri professionisti con i quali collabora creando una sinergia che permetta di rispondere in modo olistico alle esigenze del cliente.

La figura del consulente d’immagine, infatti, può essere efficacemente affiancata da psicologi, nutrizionisti, esperti di benessere fisico e altri specialisti del settore. Questo team multidisciplinare lavora insieme per fornire una consulenza che non si limita all’aspetto estetico, ma che contribuisce a migliorare il benessere complessivo della persona.

Parallelamente, è essenziale che il consulente d’immagine intraprenda un percorso di alta formazione per acquisire competenze che vadano oltre la semplice estetica. La formazione deve includere ad esempio nozioni di psicologia della moda, per comprendere meglio le dinamiche emotive e cognitive dei clienti. Inoltre, una conoscenza approfondita delle strategie di comunicazione interpersonale e di comunicazione efficace può essere di grande aiuto per fornire un supporto completo al fine di sondare al meglio il bisogno reale che si cela dietro la richiesta del cliente.

La formazione integrata in Accademia Consulenza d’Immagine

In Accademia Consulenza d’Immagine di cui sono fondatrice e direttrice didattica stiamo portando avanti questa nuova visione di Alta Formazione: chi decide di partecipare ai nostri percorsi formativi ha l’occasione non solo di apprendere le basi teoriche e pratiche della materia, ma anche di imparare a riconoscere quali sono le reali necessità del cliente e come tradurlo in forme, linee e tessuti.

Questo approccio multidisciplinare non solo arricchisce la professionalità del consulente d’immagine, ma permette anche di offrire ai clienti un servizio che tiene conto di tutte le dimensioni del benessere. Una persona che si sente compresa è più propensa a percepire un miglioramento complessivo del proprio stato di salute e del proprio equilibrio interiore.

La consulenza d’immagine diventa così un viaggio di trasformazione personale da fare insieme al cliente (e non al posto del cliente) che mira a far emergere il meglio di ogni individuo non solo dal punto di vista estetico, ma anche sotto il profilo del benessere integrato. Questo richiede impegno e dedizione da parte del consulente, ma i risultati possono essere profondamente gratificanti, sia per i clienti che per i professionisti coinvolti.

Solo attraverso un approccio realmente integrato, la consulenza d’immagine può evolversi in uno strumento potente per il benessere totale della persona nel quale l’abito diventa strumento, offrendo soluzioni personalizzate e sostenibili che rispondano alle esigenze profonde di chi sceglie di affidarsi a questi esperti.

Se sei incuriosito dall’approccio formativo multidisciplinare alla consulenza integrata dopo l’estate partirà il nostro Master Professional Training e Master in Neuroscienze e psicologia positiva per la moda: trovi tutte le informazioni qui.

La consulenza integrata in ambito business

La consulenza d’immagine integrata che ha come scopo il benessere complessivo della persona e riscuote un particolare apprezzamento in ambito business.

Proprio in questo contesto i professionisti riconoscono che le scelte estetiche e l’abbigliamento non sono semplicemente una questione di rispetto del dress code aziendale, ma rappresentano strumenti essenziali per veicolare il proprio valore e sentirsi a proprio agio e, di conseguenza, migliorare le performance lavorative. È proprio questo il concetto di abbigliamento negoziale di cui parlavo nel mio libro e che ribadisco: un approccio integrato alla consulenza d’immagine, che tenga conto del benessere psicofisico, può influenzare positivamente l’autostima e la sicurezza di sé, fattori cruciali per affrontare le sfide professionali con determinazione e serenità condizionando la performance.

L’abbigliamento appropriato e ben curato, scelto con l’ausilio di un consulente d’immagine che adotta una prospettiva integrata, può contribuire significativamente al miglioramento della percezione di sé stessi e, di riflesso, all’immagine che si proietta nel contesto lavorativo. Sentirsi centrati a proprio agio nel proprio abbigliamento e tranquilli che quello che si indossa sia coerente con il messaggio veicolato e con i valori aziendali permette ai professionisti di concentrarsi meglio sul obiettivo lavorativo riducendo lo stress e aumentando l’efficacia comunicativa. Ad oggi, l’abito diventa uno strumento da gestire per facilitare il raggiungimento degli obiettivi (non solo in termini di autostima)

Inoltre, un consulente che approccia una visione integrata è in grado di offrire consigli personalizzati che non si limitano alla scelta dei capi d’abbigliamento, ma abbracciano anche aspetti come la postura e la capacità di parlare in pubblico. Questa visione olistica del benessere contribuisce a creare un ambiente di lavoro più sano e produttivo, dove ogni individuo può esprimere al meglio il proprio potenziale.

Di fronte a queste evidenze, le aziende sono sempre più inclini a investire nella consulenza d’immagine integrata per i propri dipendenti, riconoscendone il valore strategico non solo in termini di immagine aziendale, ma anche di benessere e produttività del personale. Tale approccio dimostra che la cura dell’immagine personale, se gestita in modo consapevole e integrato, può diventare un vero e proprio asset per il successo professionale e organizzativo.