CONSULENZA D’IMMAGINE E PSICOLOGIA DELLA MODA: il percorso integrato

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psicologia della moda

Il settore della consulenza d’immagine sta vivendo importanti cambiamenti che richiedono un adeguamento alle nuove richieste di mercato, possibile solo attraverso una diversificazione e un arricchimento del servizio offerto.

 

La consulenza d’immagine sta dunque evolvendo, nella misura in cui le persone, gli esseri umani, stanno evolvendo.

La consulenza d’immagine integrata

Di fronte alla complessità del cambiamento, come si pone, e soprattutto come risponde, un settore così vicino all’individuo e alle sue esigenze di benessere personale?

 

Attraverso una nuova forma di consulenza sempre più orientata verso il percorso integrato.

 

La cosiddetta consulenza d’immagine integrata è in grado di offrire una risposta alle nuove esigenze di mercato nel settore specifico. 

 

Prima di approfondire gli aspetti della consulenza d’immagine integrata, è doveroso chiedersi cosa sia realmente cambiato, anche per comprendere il motivo per cui il tipo di servizio offerto fino ad appena qualche anno fa potrebbe rivelarsi meno efficace se applicato oggi.

 

Abbiamo spesso parlato dell’importanza dell’abbigliamento come strumento di valorizzazione dell’immagine, ci siamo dunque soffermati sull’importanza del colore per illuminare l’incarnato e darci un aspetto più disteso e fresco; abbiamo definito l’importanza di un equilibrio tra la bodyshape e la tipologia di capi e colori da scegliere.

 

Tutto questo rimane un pilastro della consulenza d’immagine, ma se l’abbigliamento – oltre ad essere uno strumento di valorizzazione – vuole mantenere il suo ruolo di strumento di comunicazione deve essere costantemente in ascolto verso i bisogni della persona in un modo più profondo.

 

Ecco allora che al centro della consulenza d’immagine si aggiunge un altro fondamentale e incisivo elemento: il benessere della persona.

Per parafrasare e semplificare il più possibile: se il mio colore valorizzante e il capo che più valorizza la mia bodyshape non mi fanno sentire a mio agio, allora non può funzionare.

 

Attenzione però! Ribaltando la prospettiva manca ancora qualcosa.

Immaginiamo infatti di saper indossare capi che ci fanno sentire a nostro agio perché li reputiamo coerenti con il nostro modo di essere e da cui, quindi ci sentiamo rappresentati. Che cosa succederebbe se ci rendessimo inequivocabilmente conto di averli indossati in un’occasione sbagliata? 

Di essere pienamente noi stessi ma inadeguati rispetto a tutti gli elementi di contesto?

Succederebbe che quell’agio e quella sicurezza scomparirebbero di fronte al senso di inadeguatezza, e dunque il benessere personale sarebbe anche qui un obiettivo mancato.

 

La risposta è nel mix, nella congiunzione di due mondi.

La consulenza d’immagine non può fare più a meno della psicologia della moda, così come quest’ultima non può privarsi della consulenza d’immagine.

Torniamo agli esempi.

Immaginiamo di avere una bodyshape per la quale un capo d’abbigliamento sia particolarmente valorizzante: la cintura in vita per la clessidra. 

Allo specchio la valorizzazione non corrisponde a una sensazione di benessere di chi la indossa. C’è una corretta consulenza di immagine ma manca la psicologia che spieghi quel mancato benessere.

Al contrario, la cintura in vita piace tantissimo a chi la indossa che la considera quasi un capo distintivo, ma la sua bodyshape non ne è valorizzata e lo specchio restituisce questa cruda realtà. C’è una sana psicologia della moda, ma manca la consulenza d’immagine a introdurre in questo scenario la valorizzazione dell’immagine.  

 

La nuova formula contempla l’integrazione di due aree di competenza specifiche: la consulenza d’immagine e la psicologia positiva della moda.

 

La consulenza d’immagine oggi può sopperire a questo tipo di necessità ponendo il benessere della persona non più solo al centro, ma anche come punto di partenza del servizio. 

 

Consulenza d’immagine e psicologia della moda

Abbiamo già affrontato il tema della psicologia della moda parlando di Neurofashion, nel master tenuto in esclusiva per l’Accademia della Consulenza d’Immagine dalla dottoressa Chiara Salomone. 

 

Al centro del Neurofashion e della psicologia positiva della moda vi è il concetto di utilizzare l’abbigliamento come un potente strumento di benessere e comunicazione al fine di suscitare emozioni profonde e raggiungere traguardi significativi.

 

La collaborazione con Chiara, esperta in psicologia positiva della moda, si è evoluta nella direzione della fusione di questi due mondi volta a trasformare l’abbigliamento in un elemento rappresentativo della personalità. 

 

La psicologia della moda parte da un importante presupposto: quando scegliamo cosa indossare, non lo facciamo mai a caso. Ogni capo, ogni colore, ci rappresentano e raccontano molto del nostro mondo interiore.

 

Non sempre questo processo avviene razionalmente, non sempre quello che sentiamo dentro viene codificato e trasmesso consapevolmente agli altri.

 

Ecco allora che l’abbigliamento diviene un linguaggio, un saldo collante tra corpo e psiche, uno strumento che veicola attraverso capi, accessori, colori tutta l’eterogeneità di emozioni, esperienze, concetti che popola il mondo interiore di ciascuno. 

 

Lo stile e la moda si fanno portatori di un messaggio carico di personalità e la consulenza d’immagine può intervenire solo conoscendo i meccanismi che sono all’origine delle preferenze e delle scelte di abbigliamento. 

 

La domanda intorno alla quale l’integrazione tra psicologia della moda e consulenza d’immagine ruota è: come le persone esprimono e raccontano la propria identità attraverso l’abbigliamento?

 

E come l’outfit influenza le loro relazioni con gli altri e con i contesti incidendo sul loro benessere?

 

Partiamo dal presupposto che la psicologia della moda pone al centro del suo interesse il rapporto che ogni persona instaura con l’abbigliamento. 

Questo rapporto è fortemente influenzato da processi cognitivi, ruoli sociali e ambiente in generale.

 

Le scelte di abbigliamento diventano oggetto di studio perché rappresentano un forte elemento identitario, del sé. In qualche modo ci consentono di portare allo scoperto una parte interiore che spesso tace e non emerge. 

 

Studi empirici dimostrano come l’analisi del rapporto che si instaura con l’abbigliamento possa aprire la strada a tutta una serie di input migliorativi, come:

 

  • sviluppare una maggiore e più completa conoscenza di sé, conoscendo e imparando a valorizzare aspetti della propria identità ancora sconosciuti;
  • migliorare le proprie interazioni e relazione, grazie a una maggiore sicurezza nel comunicare se stessi, nei contesti professionali e sociali;
  • lavorare sulla propria autostima passando anche da un migliore rapporto con la propria immagine;
  • superare possibili blocchi emotivi che ci portano a vivere come traumi e con sensi di colpa aspetti del nostro corpo che facciamo fatica ad accogliere;
  • trovare uno stile personale di abbigliamento che sia davvero in grado di equilibrare tutti gli elementi della persona, svincolandosi da pregiudizi e condizionamenti.

 

Gli strumenti della consulenza d’immagine integrata

L’evoluzione della consulenza d’immagine e l’integrazione con le competenze della psicologia della moda richiede naturalmente l’approfondimento di alcuni aspetti, quali l’ascolto attivo e una comunicazione efficace ed empatica per esplorare gli aspetti del sé e i bisogni.

 

Questa fusione di aree di competenza mira soprattutto a supportare le persone nel capire cosa sia adatto per loro in termini di capi, stili, colori che possano valorizzarle in base ai tratti somatici e ai colori naturali, alla personalità e, più nel profondo, nel loro percepito interiore.

 

Questa cooperazione tra consulenza d’immagine e psicologia della moda ci rende maggiormente consapevoli dell’influenza che l’abbigliamento esercita sulla formazione dell’identità personale e sociale. Si lavora molto sull’autostima per imparare a veicolare la propria identità attraverso l’abbigliamento nei diversi contesti sociali e professionali di riferimento.