Hai mai pensato a quanto la tua immagine influenzi il tuo successo professionale? La coerenza tra il tuo aspetto e il messaggio che comunichi è fondamentale. Un’immagine curata e allineata con ciò che esprimi non solo costruisce credibilità e fiducia, ma rende anche il tuo messaggio più potente ed efficace.
Quando il tuo look riflette il tuo ruolo, c’è una maggiore probabilità di trasmettere competenza e autorità. Questa armonia aiuta ad evitare dissonanze che potrebbero confondere colleghi e clienti, migliorando le interazioni professionali e facilitando il raggiungimento degli obiettivi aziendali.
La tua immagine è parte integrante del tuo storytelling
La tua immagine non è solo un riflesso di chi sei, ma è una componente cruciale del tuo storytelling personale e professionale. Nella mia esperienza come consulente d’immagine, ho avuto il piacere di poter lavorare in tante aziende in cui purtroppo questo concetto non era ancora stato introiettato del tutto.
Avere un look curato e coerente nel tempo permette di raccontare una storia potente e che può apportare svariati benefici al tuo brand o alla tua azienda.
Prima di tutto, considera che la tua immagine è il primo messaggio che invii agli altri, ancor prima di parlare. I colori, i tagli e gli accessori che scegli saranno quindi in linea con i valori e i messaggi che desideri trasmettere. Ad esempio, indossare abiti dalle linee pulite e dai colori neutri, in alcuni ambienti e circostanze, possono aiutarti a comunicare professionalità e serietà, mentre un look più colorato e creativo potrebbe supportati ad esprimere innovazione e dinamismo.
Perchè utilizzo spesso il condizionale quando do queste informazioni?
Perché non esiste una formula magica che sia universale e adattabile a tutto e tutti. Il lavoro di declinazione di valori, messaggi e la loro relativa traduzione in capi, linee forme e colori è un lavoro minuzioso che viene svolto sempre rispetto al singolo.
Bisogna cominciare dall’immagine o dal messaggio?
La creazione di un’immagine che sia efficace e possa trasformarsi in uno strumento di comunicazione e a volte di negoziazione a tutti gli effetti presuppone la messa a terra, prima di tutto, di un insieme di valori e di elementi cardine del proprio messaggio.
Una volta stabiliti si può passare a costruire una figura che, attraverso la scelta di linee e colori specifici, sia allineata con quanto si vuole trasmettere.
Un esempio eclatante è quello dei politici: proprio adesso che siamo usciti da un periodo di campagne elettorali per le elezioni europee è emerso in maniera evidente come il colore del proprio partito, con tutta la storia che si porta dietro, sia un elemento preponderante nell’immagine dei candidati.
A volte l’immagine può aiutare a smorzare i toni
Sebbene la letteratura voglia far passare l’equazione coerenza immagine + coerenza messaggio = successo, purtroppo non è sempre così. Infatti bisogna tenere in forte in considerazione la figura, la persona e il suo modo di porsi nei confronti degli altri.
Proprio qualche mese fa mi è capitato durante una consulenza in azienda di dover fare un rebranding totale di una delle figure apicali dell’impresa in concomitanza con la registrazione di nuovi video promozionali per il brand stesso. Il manager aveva sempre avuto uno stile assolutamente classico e rigoroso, fatto di abito e cravatta nella maggior parte dei casi. La sua coerenza era tale da provocare appiattimento e provocare un eccessivo “timore reverenziale” nei confronti di collaboratori e dipendenti.
A questo si aggiunge che l’uomo, attraverso i suoi look veicolare un lato di sé di natura non particolarmente socievole o propenso all’apertura comunicativa nei confronti del prossimo. Il risultato era, benché di totale coerenza con il suo ruolo (tanto che gli abiti erano addirittura molto simili tra loro) tutt’altro che benefico né per la persona né per l’azienda in generale. Inoltre, l’eccessivo classicismo legato ad abiti molto tradizionali nel business si contrapponeva ad un’azienda molto all’avanguardia in termini di prodotto e modalità lavorative.
Il lavoro svolto con il supporto di Chiara Salomone, esperta in neuroscienze e psicologia positiva della moda è stato quello di alleggerire l’immagine rendendola più fresca e smart mostrando un lato accogliente: via la cravatta e l’abito in favore di uno spezzato dal taglio sartoriale e dai colori più luminosi. Spazio a camicie di colori che trasmettessero apertura e propensione al dialogo.
Alla fine del percorso fatto in azienda e poi personalmente con il Ceo, anche la prima impressione era completamente diversa. La sua nuova immagine, non sono più fresca ed aggiornata con i tempi, gli conferisce una maggiore propensione all’ascolto e all’apertura mentale. Uno storytelling diverso che inevitabilmente ha generato delle reazioni e dei benefici diversi sia in ambito professionale che personale.