Tendenze autunno inverno.

 

Ci siamo, è tempo di tendenze autunno/inverno!

Mentre il caldo imperversa sulle nostre teste, gli stilisti d’Alta Moda tratteggiano la loro visione del futuro imminente proponendo i capi che popoleranno i primi freddi.

 

Osservando le passerelle, prima di entrare nel merito dei dettagli tecnici, quello che è emerso senza titubanze è il racconto di un’epoca che ricorda un passato preciso, con delle connotazioni storiche che lo rendono per alcuni aspetti vicino al nostro tempo: quello degli anni ‘20.

 

Come abbiamo già visto per le tendenze primavera/estate 2021 – TENDENZE P/E 2021 : gli abiti raccontano valori e desiderio di rinascital’emergenza sanitaria ha lasciato un segno indelebile nel mondo della moda, introducendo una morbidezza, un mood intimo e casalingo legato alle esigenze sociali di restrizione e costrizione, ma anche di riscoperta di una dimensione più domestica, a contatto con la casa, distante dalla formalità e rigidità degli ambienti business ai quali molto probabilmente si tornerà presto, ma cambiati.

 

La tendenza alla praticità e al comfort è emersa in tutte le voci dell’Alta Moda, in stili diversi. Nello scorso anno la vendita delle sneakers ha raggiunto dei picchi ai massimi storici. Questo non significa certo che dobbiamo prepararci a un futuro di felpe e pigiamoni, ma che la tendenza sarà quella di puntare maggiormente alla qualità anche in un’ottica di protezione del pianeta.

 

Questo quadro sociale in via di trasformazione, e finalmente costellato di ottimismo e positività dà origine a due importanti macro-tendenze ben definite e distinguibili nelle loro peculiarità:

 

  1. il comfort esce dalle mura domestiche e diventa tendenza fuori casa

 

  1. il clima è più disteso e si diffonde a macchia d’olio la voglia di divertirsi

Tendenze autunno Inverno 2021-22

Confortevoli e festaioli sono i nuovi protagonisti di questo autunno di nuove prospettive.

 

Si torna agli anni ‘20

 

Ma cosa hanno in comune la nostra epoca e gli anni ‘20?

Una rinascita. Un ritorno alla vita, nel caso degli anni ‘20 dopo due eventi tragici: la Prima Guerra Mondiale e l’influenza spagnola. 

Il primo grande effetto del conflitto mondiale in termini sociali fu l’ingresso delle donne in settori professionali fino ad allora appannaggio degli uomini. Questa esigenza è emersa indistintamente sia nelle classi agiate sia in quelle più umili.

Per le donne di ogni classe sociale si fa spazio il bisogno di un abbigliamento più pratico, che consenta una maggiore libertà di movimento per districarsi in una quotidianità più dinamica rispetto al passato. 

Il nuovo ruolo delle donne al lavoro implica orli più corti, prima al polpaccio e dal 1925 al ginocchio. 

Un altro fenomeno sociale – finalmente non tragico come i due precedenti –  detta le regole dell’outfit: lo sguardo allo stile libero statunitense che si esprime nelle sale da ballo di charleston e jazz e viene velocemente veicolato dal cinema.

In questo frangente nasce la moda delle Flapper Girls che si distinguono per il trucco eccessivo, le gonne corte, i capelli corti, ma soprattutto per la loro apertura verso la sessualità e il consumo di alcolici e tabacco, per la loro disinvoltura nel guidare un’auto, abilità fino ad allora rigidamente ad uso esclusivo degli uomini.

 

L’etimologia aiuta: nello slang “Flapper” ha due principali accezioni: 

 

  • la ragazza da poco diventata donna (termine onomatopeico che trae origine dal rumore delle ali di un uccellino che sta imparando a volare)
  • la ragazza che gode di una reputazione poco elegante, fosse anche solo per il fatto di essere particolarmente irrequieta.

 

La moda lanciata inizialmente dalle Flapper negli anni ‘20 si diffuse velocemente anche nelle donne più adulte ed è rintracciabile in particolare negli outfit indossati per il charleston, il fox-trot, il jazz. Fu in questa occasione che vennero creati abiti a vita più bassa, che terminano all’orlo della gonna con file di perline in vetro, frange di seta o piume che accompagnavano i movimenti del corpo della donna durante il ballo.

Gli outfit erano poi completati da acconciature a rete o con fasce con al centro delle piume. Molte attrici hollywoodiane ricordano questa tendenza, basti pensare a Joan Crawford, Norma Shearer, Louise Brooks.

La stessa gioia che nelle sale da ballo e nei locali jazz spingeva le donne a osare con gli orli delle proprie gonne oggi è all’origine del grande slancio della minigonna, mai scomparsa, ma quest’anno tornata alla ribalta più che mai. Le donne hanno voglia di scoprire la gambe, sentirsi leggere, sollevate dal peso delle restrizioni e finalmente libere di tornare a divertirsi.

Questa digressione nel passato è l’ennesima dimostrazione che ogni crisi genera nuovi bisogni. 

Ogni volta che i nostri punti fermi vengono messi in discussione si fa spazio l’esigenza di stabilire una priorità nei nostri bisogni. Se la certezza messa in discussione poi è la salute o la vita, il desiderio di rinascita detta le nuove regole con irruenza, creatività, voglia di vivere.

É tempo di scoprire il nostro prossimo autunno, appuntamento al prossimo post!