L’abbigliamento di una persona è molte cose: stile personale, aderenza all’occasione d’uso, uno specchio delle emozioni.

Ma c’è qualcosa di più influente che costella tutti questi elementi e che è frutto di una precisa scelta: stiamo parlando del tuo tratto distintivo.

Si tratta, nello specifico di quel fattore tecnicamente definito “ Personal Visual Hammer” . Una bella definizione che a istinto verrebbe da tradurre, ma … cos’è un “Personale martello visivo”? Suona strano detto così.

Per quanto poco familiare ti possa sembrare la definizione il visual hammer rappresenta quanto di più personale possa esserci in te, quel quid, quell’elemento per cui tutti possano riconoscerti prima che tu dica: sono io! Proprio io!

Che si tratti di un accessorio, di uno stile, di un capo, di un colore, un tessuto, un taglio di capelli, quell’elemento costituisce la tua unicità al punto da dover essere presente tutte le volte che desideri comunicare te stessa/o, la tua identità, le tue peculiarità.

Non c’è un parametro di riferimento su quale debba essere l’elemento, ma ciò che è certo è che sia riconducibile unicamente a te, e soprattutto, inequivocabilmente a te.

Il ruolo svolto da questo elemento non è affatto banale, proprio per questo non si può procedere per tentativi o sceglierlo in modo approssimativo senza un preciso criterio. 

Quel che è importante sottolineare è che ci vuole tempo affinché arrivi a rappresentarti, ad essere il tuo tratto distintivo, e l’unità di misura di questo tempo non è la settimana, nemmeno il mese! Si parla di anni!

Quindi è importante scegliere una ratio adeguata e mettere in campo i seguenti comportamenti:

  • Individuare un proprio visual hammer: per somiglianza, affinità con se stessi. Scovare in una moltitudine di elementi quello in linea con la propria identità, anche perché solo se scelto in base ad esse, potrà davvero essere coerente anche con gli obiettivi individuali.
  • Collocare l’identità nel gradino più alto della scala di priorità, perché è quello il punto di partenza, indiscutibilmente.
  • Usare con criterio anche i colori. Attenzione qui perché ci sono tre variabili da considerare: le occasioni d’uso, gli obiettivi, le caratteristiche cromatiche della persona.

Dopo aver fatto chiarezza su queste premesse, passiamo ai comportamenti da agire affinché attraverso il personal visual hammer i possa esprimere l’unicità di una persona con efficacia:

  1. Raccontare l’identità di chi lo ha scelto e adottato
  2. Esprimere i valori della persona
  3. Trasmettere il messaggio che la persona vuole trasferire per raggiungere gli obiettivi  desiderati
  4. Comunicare il valore del lavoro che la persona svolge
  5. Raccontare il bagaglio di competenze della persona. Questo elemento in particolare ricorre spesso nell’esteriorità e ogni individuo ha bisogno di raccontarlo per almeno cinque o dieci anni.

Esistono però degli ostacoli ad una libera applicazione del personal visual hammer: la paura di distinguersi, di esprimere la propria voce senza omologarsi agli altri.

Distinguersi d’altra parte è un rischio che bisogna gestire con molta consapevolezza. 

L’unicità genera paura di isolamento, di esclusione, ma il vero focus su cui bisogna invece investire è che l’unicità è un valore, è quel bagaglio che ci rende speciali, irripetibili, per questo è importante scegliere la propria con il giusto approccio conoscitivo, sprovvisti del quale è bene affidarsi alle competenze di chi è esperto.