“La moda è una fotografia, un’istantanea del periodo storico … “

Apriamo questo approfondimento dedicato alle tendenze autunno inverno 2021-2022 con una celebre frase di Re Giorgio (Armani) che in un’intervista ha descritto la moda non come una sorta di arte da emanazione divina, quanto piuttosto come uno strumento concreto di racconto della realtà, attraverso i costumi della società.

 

Quest’anno le sfilate si sono svolte all’insegna della restrizione, a differenza dello scorso settembre, in cui alle iniziative virtuali si sono affiancate anche rare occasioni in presenza. Importanti assenze sulla passerella newyorkese: Michael Kors, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger.

L’avvento della pandemia ha trasformato le sfilate in veri show digitali, ma questo non ha sottratto magia all’evento.

Tutti i grandi nomi della moda hanno aderito alle parole di Armani, facendosi portavoce del periodo in essere ma anche dei desideri per il periodo a venire, il così tanto temuto futuro.

Nonostante alcuni stilisti, soprattutto newyorkesi – come Tom Ford e Marc Jacobs, abbiano dichiarato la perdita di ispirazione imputando la responsabilità al covid e tutto il suo contorno, la moda italiana si è mostrata particolarmente solida e reattiva di fronte ai cambiamenti inevitabili scongiurando la minaccia di un guardaroba popolato da tute e abiti comodi.

La prima nota di valore da mettere in risalto riguarda un impiego di competenze tecnologiche mai visto finora nel campo della moda legato alle esigenze di virtualità a cui siamo ormai abbondantemente abituati.

 

Il messaggio dei grandi protagonisti

La parte più emozionante, prima di entrare nel merito delle collezioni, riguarda sempre le proposte degli artisti e il messaggio da loro trasmesso attraverso gli abiti.

L’essere umano, di qualunque cultura o ceto, ha dovuto rivisitare una parte importante di sé: la fragilità. Nessuno meglio di Alberta Ferretti riesce a raccontarla attraverso i suoi capi destrutturati che accarezzano il corpo per coccolarlo un po’.

Molto emblematico il modo in cui si porta la borsa, la si stringe a sé, proprio come in un abbraccio. 

Alberta Ferretti

Credit: Vogue.it

Jimi Hendrix e Rudolf Nureyev sono i fari a cui si ispira la direttrice creativa di Etrò, Veronica Etrò, per una collezione che rompe ogni schema ed esprime a pieno un forte desiderio di libertà e ribellione.

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“Abiti veri per persone vere” questo lo slogan della collezione Fendi, che vuole riportare stabilità in questa epoca destabilizzata e soprattutto destabilizzante. 

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Ispirata allo stile british è la ” donna regina” di Max Mara: instancabile, ambiziosa, coraggiosa.

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Salto in Matrix con la collezione futurista di Salvatore Ferragamo, le donne del presente viaggiano protese verso il futuro. 

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Disegni a chiave greca e vivaci combinazioni di colori per Versace, che presenta la linea inclusiva per le donne di tutte le taglie.

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Aprirsi a un mondo nuovo con una tecnologia al servizio dell’umanità: questo il progetto di Dolce & Gabbana che punta a un guardaroba sperimentale rivolto alle nuove generazioni.

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Raffinatezza e discrezione per Giorgio Armani che alterna pezzi femminili a capi dal taglio maschile per la donna contemporanea pronta a tornare alla vita con un’eleganza che consente di muoversi con praticità.

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Indagine tra il semplice e il complesso, tra il maschile e il femminile, tra l’elegante e il pratico: è nel mezzo che l’umanità si esprime al meglio per Minuccia Prada che ha presentato una rivisitazione di diverse collezioni del passato. Sensuale e romantica la donna di Valentino, ma con uno spiccato slancio punk.

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Spirito ribelle anni ‘70 e star power anni 2000 al centro dell’ispirazione nella collezione di Fausto Puglisi, al suo primo incarico di disegnatore per Roberto Cavalli.

Casual chic senza tempo nel binomio comfort ed eleganza disegnato da Brunello Cucinelli che dissolve la linea di demarcazione tra indoor e outdoor.

Grande attenzione, infine, a una nuova italianità nelle proposte degli stilisti emergenti come Marco Rambaldi, Act N.1, Alessandro Vigilante, Andrea Adamo.

A dir poco originale l’iniziativa di Jeremy Scott, designer della casa di moda Moschino, che porta in scena le super celebrities partendo da una scena del film “Donne” del 1939 in cui le attrici/modelle reinterpretano le donne della borghesia newyorkese nella Hollywood degli anni ‘80. Il tutto supportato dalla consueta vena ironica delle mucche stampate all-over, dell’abito coccodrillo in gold, e kit da safari contenenti i must-have del beauty-case di una donna.

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Ha fatto non poco parlare di sé la collezione Gucci intitolata “Aria” attraverso la quale esprime la sua capacità di rinnovarsi inserendo un tocco di Balenciaga, il direttore creativo, Alessandro Micheli, infatti, ha volutamente clonato lo stile Balenciaga inserendone direttamente il logo. 

Credit: Vogue.it

In questa cornice ricca e variegata sono state presentate le tendenze della stagione in arrivo, al prossimo post per scoprirle da vicino.