Influenzare una negoziazione è possibile basta conoscere il potere di impatto dell’outfit che si indossa.

Nel precedente post abbiamo individuato 4 elementi che assumono un ruolo fondamentale all’interno di una negoziazione al punto da avere il potere di influenzarla nella direzione degli obiettivi che si desidera raggiungere:

➡️  età

➡️  sesso

➡️  competenze/ruolo/potere

➡️  status sociale

Entriamo nel merito di ciascun argomento per comprendere le dinamiche di condizionamento e persuasione.

Età

Che età devo avere per essere convincente nel modo in cui comunico in una negoziazione?

La domanda è mal posta.

La domanda da porsi è piuttosto: quali elementi possono rendermi credibili agli occhi del mio interlocutore?

Se all’interno di una negoziazione hai necessità di sembrare più giovane sicuramente l’informalità è una sponda sicura, puoi permetterti dettagli più innovativi e di tendenza. Polo o t-shirt per l’uomo, una lupetto da abbinare al blaser per la donna. Anche sui tessuti ci si può spostare sul tecnico che è meno impegnativo. Una bigiotteria creativa per la donna e, perché no, una cravatta corta e un paio di sneakers per l’uomo! Se l’età è più adulta l’outfit assume un tono via via più sobrio e serio, i tessuti recuperano un po’ di qualità, le tinte diventano unite e si presta maggiore attenzione all’abbinamento tra cintura e scarpa. Per l’uomo l’accessorio si orienta verso la scarpa lucida, la cravatta monocolore, i gemelli. La donna sceglie le perle, una decolletè dal tacco medio, un collant velato.

Sesso

Anche sul fronte del genere, gli studi dimostrano che sul fronte del condizionamento in una negoziazione hanno un peso rilevante anche il livello di mascolinità o femminilità trasmesso.

Esiste un modo per modulare il proprio livello di mascolinità o femminilità? Certo che sì, la risposta è nell’outfit.

Attenzione: quando parliamo di livello di femminilità e mascolinità 

parliamo sia della donna che dell’uomo in entrambe le versioni, qui si tratta esclusivamente di outfit, sia chiaro. Un uomo può aver bisogno di ammorbidire la propria mascolinità e rivolgersi a linee più dolci e la donna di irrigidire la propria struttura e assumere una maggiore mascolinità. 

 

L’esigenza di una maggiore mascolinità chiama in causa linee più rigide, strutturate, pensiamo a una giacca ad esempio. Nel caso della donna mascolina le linee sono dritte, le forme più squadrate. Anche sul fronte dei tessuti predomina la rigidità ed eccelle il cotone, i colletti sono rigidi. La borsa è squadrata, le tinte sono scure, monocolore, al massimo gessate.

L’uomo mascolino gioca molto con le forme fortemente squadrate, dall’abito al taglio di capelli. Usa colori autorevoli come il blu e il grigio. Al polso orologio rigorosamente con forma quadrata.

 

Se l’esigenza è quella di una maggiore femminilità, vince tutto ciò che è morbido e fluttuante. La donna può puntare sul tailleur gonna e sul tubino, il tacco è alto e sottile, i gioielli creano dei punti luce. I colori sono pastello e delicati, i tessuti in seta e mussola. 

Quando è l’uomo a orientarsi verso uno stile più femminile sceglie linee destrutturate, l’abito può essere abbinato alla t-shirt , i colli sono meno rigidi e i colori più soft. Nell’outfit possono essere presenti delle fantasia di  micro fiori o micro pois. La rasatura del viso è completa, il taglio di capelli più morbido.

Competenze/ruolo/potere

Come si racconta in un outfit il proprio ruolo e potere? Come si trasmette con l’abbigliamento l’autorevolezza delle proprie competenze. C’è un codice anche qui naturalmente.Quando il ruolo che si assume e il potere che si ha sono molto alti le linee diventano più dritte, i dettagli sono fortemente verticalizzanti, i capi sono strutturati. Possono essere presenti dei dettagli rosso per rimarcare il potere. L’uomo indossa sicuramente la cravatta e l’orologio, la donna punta su un tacco a spillo, un gioiello importante con una borsa molto piccola o anche senza.

Le stampe puntano sulle righe o sono geometriche. I colori sono il blu, il nero e il rosso.

L’occhiale è sottile, il livello di beauty è molto alto per valorizzare un aspetto molto curato. 

La verticalizzazione è un elemento fondamentale in questo caso, risulta infatti che le figure più alte emanano maggior potere e autorevolezza perché occupano più spazio fisico, ecco allora che si ricorre a tutti gli espedienti possibili per raggiungere questo effetto. 

 

Quando il livello del ruolo e del potere che si ha è inferiore rispetto al precedente i capi sono meno formali, più morbidi, come se chi li indossa avesse la necessità di comunicare anche le proprie emozioni. L’immagine di leader che comanda lascia il posto a un leader che si sporca le mani ed è più vicino alle persone.

 

Status sociale

Non è difficili immaginare quanto possa essere facile trasmettere il proprio status sociale attraverso l’abbigliamento e abbiamo già visto quanto sia importante non manifestare la necessità di fare soldi per trasmettere credibilità.

Partiamo dal benessere economico, zoom sull’outfit:  gli abiti sono sartoriali, il fit perfetto, le tinte solitamente unite, i dettagli preziosi. L’aspetto è molto curato, a livello quasi ossessivo.

A prescindere dalle possibilità economiche che si hanno, lo status determina anche un modo di essere, aspetto poco curato e fili penzolanti non trasmettono certo un’idea di ordine, il che immediatamente mette in dubbio anche le capacità di gestione del tempo o dell’imprevisto.

Questi 4 elementi hanno un valore, un potere di condizionamento molto forte. Che piaccia o meno a livello comunicativo possono definire l’andamento di una negoziazione