L’inauguration Day tanto atteso ha avuto luogo e – come sempre – accanto alle emozioni legate all’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti si aggiunge la lente d’ingrandimento sul look delle first ladies.

 

Prima di perderci nell’incanto dei look delle first lady nel tempo vorrei soffermarmi su uno degli indiscussi protagonisti di questo Inauguration day 2021: il colore viola.

Non è mai una casualità la ricorrenza cromatica e in un’occasione così solenne e così simbolica non si può certo ignorare il potere evocativo e soprattutto comunicativo degli elementi in scena.

Il viola è il colore del bipartismo: si colloca tra il blu e il rosso, rispettivamente i colori dei due partiti democratico e repubblicano. È un segnale di apertura al confronto, di distensione, due elementi fortemente presenti nella linea di Biden.

Risalendo agli archetipi della simbologia, isolando il blu e il rosso nella natura più primitiva delle loro cromie, possiamo osservare due entità agli antipodi: la calma del blu e l’energia potente del rosso. L’incontro tra questi due archetipi genera il viola, che non a caso viene adottato per la lotta per il riconoscimento dei diritti di tutti i sessi e orientamenti di genere. Il colore del cambiamento, della transizione, nulla di più acclamato in questo importante passaggio storico per gli Stati Uniti e gran parte del resto del mondo. Pur scendendo di qualche tonalità, il viola simboleggia la moderazione, la misura, e si esprime nella sua sfumatura più tenue, il lilla.

Dopo questo dovuto omaggio al colore di questo Inauguration day partiamo da lei, la nuova first lady.

Jill Biden

La neo first lady Jill Biden ha varcato la soglia della Casa Bianca all’insegna della sobrietà facendosi subito promotrice di un brand newyorkese emergente, Markarian – della designer Alexandra O’Neill – sul mercato da appena 4 anni e che si è già fatto sentire in un comunicato sostenendo che il colore dell’outfit della first lady è stato scelto perché simbolo di valori quali la fiducia, la sicurezza, la stabilità, valori che il consorte ha posto al centro del programma del suo mandato per il Paese.

 

Andiamo al dettaglio dell’outfit: un completo dotato di cappotto in tweed con reverse e maniche in velluto, tubino dello stesso materiale con dettaglio semitrasparente.

Prima di lei un’altra first lady – Michelle Obama-  ha scelto per il suo ingresso alla White House nel 2009 un brand allora appena noto, Jason Wu.

Avvolta come in una nuvola delicata ed elegante l’immagine di Jill Biden accompagna la nostra curiosità in un viaggio nel passato.

Dolly Madison

Partiamo dagli albori del XIX secolo con Dolly Madison, la pioniera di questo affascinante binomio First Lady/donna alla moda che non ha più abbandonato la scena politica e sociale, non solo americana. Audace nell’ostentare generose scollature e amante dell’originalità e della stravaganza, la first lady ha attirato non poco le critiche. Tuttavia la sua capacità di riequilibrare la sua immagine attraverso capi in stile neoclassico, piuttosto trendy in epoca napoleonica, hanno reso Dolly Madison una degna rappresentante degli ideali politici perseguiti dal presidente. Ha inaugurato l’uso simbolico dell’abbigliamento alla Casa Bianca ispirando molte successive first lady, prima fra tutte Michelle Obama.

Eleanor Roosevelt

Siamo nel 1933 quando per ben 12 anni si impone sul panorama sociale americano lo stile di Eleanor Roosevelt che ha portato all’attenzione le modalità poco etiche dello sfruttamento dei lavoratori e ha promosso l’abbigliamento prêt-à-porter sfoggiando capi semplici e sempre eleganti. Inoltre l’attivista e diplomatica Eleanor è stata la prima first lady ad essere fotografata in costume da bagno.

 

Jacqueline Kennedy

Il 20 Gennaio 1961 segna l’ingresso della divina Jackie alla Casa Bianca, lo stilista Cassini si dedicò alla realizzazione di due capi separati: un vestito e un cappotto in crepe di lana beige. Dietro questa scelta si cela la volontà di conferire alla first lady un aspetto più fresco, ma sempre alla moda. Cassini, da esperto del settore, era perfettamente consapevole del fatto che le mogli degli altri presidenti avrebbero sfilato avvolte in caldi cappotti di pelliccia e voleva che Jackie rappresentasse in questo senso una ventata di innovazione e modernità. L’abito, indossato sopra la camicetta, presentava un semplice scollo rotondo. Le maniche a tre quarti. Il cappotto lungo fino al ginocchio, aveva due grandi bottoni davanti e due tasche laterali sui lati. Al collo un cerchietto di zibellino e un berretto di Halston dietro la testa. Quest’ultimo accessorio divenne storicamente un elemento sempre associato alla first lady.

Anche la scelta del cappello, diverso perché realizzato in tessuto e non in pelliccia, doveva farsi portavoce della modernità, elemento fondamentale del programma Kennedy.

 

Pat Nixon

Pat Nixon: siamo nel 1969 e in occasione del giuramento sfoggiò un paio di scarpe con incisa la data di quel giorno sotto la suola destra. Per il ballo inaugurale la first lady scelse un abito di satin di seta giallo ricamato in oro e argento e con cristalli Swaronski. Piccolo aneddoto: a sostegno del ruolo delle donne in politica si fece fotografare indossando dei pantaloni non a caso nel periodo in cui il presidente Nixon si stava impegnando per far eleggere una donna alla Corte Suprema.

 

Turchese anche il cappotto di Rosalynn Carter, correva l’anno 1977 e la first lady lo indossava con stivali in cuoio. E fu proprio attraverso un abito che lady Carter riuscì a suscitare clamore indossando la sera di quello stesso 20 Gennaio lo stesso abito indossato 6 anni prima, nel 1971, in occasione dell’elezione del consorte Jimmy Carter a governatore della Georgia. 

Nancy Reagan

Nancy Reagan

1981 zoom sull’outfit di Nancy Reagan che esordì alla Casa Bianca con un cappotto rosso e per il ballo indossò un abito monospalla di satin di seta bianca e pizzo. Anche in questo caso la stampa trovò il modo di agitare la bufera intorno alla first lady, ex attrice, facendo notare quanto poco opportuno fosse indossare un abito di 10.000 dollari in un momento di crisi economica. 

 

Abito blu con corpetto in velluto per

nel 1989. Fu più clemente la penna dei giornalisti con lei?

Ovviamente no, e venne definita la nonna più glamour degli Stati Uniti. Aveva 64 anni all’epoca, giudizio forse un po’ severo?

 

È la volta di Hillary Clinton, anzi le 2 volte, 1993 e 1997. Mentre per il primo mandato esordì lungo il Pennsylvania Avenue un tailleur in tweed abbinato a un cappello blu, al secondo giro sfoggiò un elegante e sofisticato cappotto rosa con spilla.

Hillary Clinton

Una nuova first lady Bush all’Inauguration Day, questa volta si tratta di Laura, protagonista per due mandati – 2001 e 2005.

Laura Bush

Come la Clinton, scelse due stili completamente diversi per i due mandati: un total red nel primo e un elegante bianco nel 2005.

 

Come non citare Michelle Obama che sfoggiò in occasione del primo insediamento un cappotto lime, simbolo di rinascita e di positività. L’abito inoltre denota anche una nuova attenzione alle minoranze trattandosi di una creazione della stilista cubana Isabel Toledo. Un sofisticato cappotto con cintura fu invece il protagonista dell’outfit scelto per il secondo turno.

 

Elegantissima Melania Trump che ha esordito sulla scena con un abito di Ralph Lauren anch’esso azzurro in tinta con le décolletées. Per il ballo inaugurale la first lady ha indossato un abito bianco con spalle scoperte e fascia rossa – mai perdere di vista la simbologia del partito che si rappresenta – una creazione di Hervé Pierre. 

 

Colore in primo luogo, accessori, tessuti: nulla è lasciato al caso nell’ Inauguration Day. Il vero protagonista di ogni outfit indossato però è il messaggio trasmesso che, in un’occasione così solenne e irripetibile, non può trascurare i valori della nuova epoca ricca di promesse e di speranze e, soprattuttto, tradotta in un progetto politico e sociale.