“Abbi cura di splendere”

Questa la frase, il pensiero, la ferma convinzione che ha guidato prima i miei studi, poi il mio lavoro.

Questa premessa si comprende in pieno se si pensa alle aree su cui lavora un professionista di questo settore, che vanno ben oltre la superficie dell’apparenza.

Essere a proprio agio e in armonia con il contesto grazie al proprio abbigliamento significa soprattutto trarre giovamento nella propria autostima.

Svolgere una consulenza in tal senso significa guidare il cliente verso una nuova consapevolezza di sè, basata soprattutto sul riconoscimento dell’abbigliamento e degli accessori come  mezzo per valorizzarsi e come canale di comunicazione di specifici messaggi. Conoscere il ruolo di un outfit nella comunicazione non verbale significa poter scegliere cosa indossare in funzione di come ci si sente, di dove si sta andando, di cosa si vuole comunicare in quell’occasione e a chi.

Il risultato di questo processo genera un circolo virtuoso per cui ci si sente a proprio agio, e dunque più sereni, grazie alla estetica perché si ha un’immagine coerente e di valore. Allo stesso modo l’interlocutore si pone in mood di tranquillità e fiducia, elementi fondamentali per uno scambio costruttivo. 

 

Ma cosa fa nello specifico il consulente d’immagine per arrivare a questi esiti?

 

  • analizza gli aspetti morfologici della persona – body e facial shape –  per comprendere cosa sia più in armonia con la sua figura
  • analizza i suoi colori per individuare la palette valorizzante 
  • definisce i capi di abbigliamento valorizzanti rispettando il suo stile e tenendo conto del suo ruolo, delle sue attività, del suo stile di vita.
  • spiega il potere comunicativo dell’abbigliamento in termini di tessuti, modelli e colori, affinché il cliente possa esprimere pienamente se stesso e comunicare i suoi valori e i suoi messaggi verso l’esterno.

Tra i valori che come consulente d’immagine mi sento di promuovere in questo momento pongo in primis la collaborazione tra colleghi. La mia riflessione ha preso spunto dalla collaborazione, raccontata da molte testate, tra Versace e Fendi presentando due collezioni Fendi by Versace, e Versace by Fendi, è stato un progetto di grande valore e soprattutto di grande significato, soprattutto in questo momento storico dove l’aiuto tra professionisti e la contaminazione tra talenti può davvero costituire la formula vincente per il futuro.

Questa collaborazione in realtà non rappresenta un unicum nel mondo della moda, si era visto qualcosa di molto simile anche nelle collezioni primaverili di Gucci e Belanciaga.

L’esperimento definito “Fendace” apre una riflessione sulla caduta di quei confini che gli stessi stilisti definiscono anacronistici e superati, basati sulla competizione e poco in linea con i valori delle nuove generazioni.

Io credo fortemente che la collaborazione sia un requisito imprescindibile, al pari livello della competenza e della professionalità. La nota amara di questa riflessione verte sul fatto che spesso avverto e constato la carenza  di solidarietà tra colleghi nel mio settore, dove, talvolta prevale tristemente la competitività e il bisogno di prevalere l’altro. Raramente si coglie il vantaggio del lavoro svolto in squadra, dell’arricchimento che scaturisce dall’unione di conoscenze e formazioni eterogenee e complementari. Nonostante anni e anni di esperienza nella mia professione non smetto di sentirmi arricchita ogni volta che ho l’opportunità di confrontarmi con colleghi su una consulenza che sto svolgendo, su un dettaglio su cui posso avere un dubbio o bisogno di un punto di vista diverso. 

Sarebbe bello se il valore aggiunto che portiamo nella vita dei nostri clienti attraverso il lavoro che svolgiamo con passione, fosse un presupposto per credere di più nella cooperazione e nello scambio tra professioniste di pari livello, ma al momento non intravedo traccia di questo nel panorama italiano, ed è una carenza che nuoce non solo ai singoli consulenti, ma all’intera categoria. 

Credo così tanto nel potere della collaborazione che da sempre godo della fortuna di potermi confrontare con colleghi che ne hanno fatto un valore irrinunciabile quanto me e che ringrazio immensamente.

Mi auguro di cuore che il magnifico esempio che ci stanno dando i grandi nomi della moda offra uno spunto di riflessione sul potere della squadra: insieme ha più valore.

Del resto lo affermava Aristotele:

Il tutto è maggiore della somma delle sue parti.