Ti è mai capitato di passeggiare in strada da sola o con un’amica ed essere costantemente commentata da uomini che ti spogliano con gli occhi? Come ti sei sentita?

In questi ultimi mesi il tema del “ commento/apprezzamento” in strada  ha attirato la mia attenzione più di una volta.

Questo non è un articolo, ma un vero e proprio sfogo che ha l’obiettivo, nel mio piccolo, di far capire quanto sia svilente, fastidioso, irritante e poco elegante quel commento idiota, lo sguardo che ti denuda e la “strombazzata di clacson” in auto ricevuti da alcuni uomini in strada.

Immagino che sia complicato trasmettere a parole questa sensazione a chi non la potrà mai provare realmente sulla sua pelle, ma da donna mi sento in dovere di farlo presente con tutti i mezzi che ho.

Tutto ciò che crea un forte senso di disagio e malessere è una molestia. Quindi quei commenti, quei clacson, quegli sguardi sono MOLESTIE.

“ Ma Ilaria che parolone, in fin dei conti è un complimento”…troppe volte mi hanno risposto così, quasi a giustificare quell’atteggiamento e minimizzare il mio stato d’animo…e la bile sale.

Quando un apprezzamento genera uno stato d’animo negativo perchè allusivo, volgare e fuori luogo è una molestia!!! E se la comunicazione è il suo risultato, tu uomo che ti permetti di osservarmi come una cosa e non come una persona ne devi prendere atto e assumertene la responsabilità. La responsabilità di essere uno sfigato mentalmente limitato che non è in grado di formulare un complimento elegante che al contrario potrebbe anche (forse) essere ricambiato da un sorriso e non da un violento dito medio alzato.

Quanto è facile poi, se si è in gruppo, commentare con parole inenarrabili una donna che attraversa la strada. Di più triste di uno sfigato c’è solo un branco di sfigati. L’unione fa la forza, vero? Mi faccio la fantasia che presi singolarmente non avreste neanche il coraggio di guardarci negli occhi. Allora ve lo meritate tutto il nostro sguardo di ribrezzo.

Sapete però cosa mi rende inquieta? Che in questa società, in cui si inneggia ad una parità di sessi, che nella realtà non esiste, una donna prima di decidere che outfit indossare per uscire di casa deve pensare molto bene a dove andrà o che strade percorrerà. Ancora oggi una gonna un po’ sopra il ginocchio indossata da una donna con delle belle gambe dà il permesso all’uomo che la guarda di commentare, con riferimenti sessuali in maniera ancora più inopportuna e volgare.

E cosa succede? Che alcune di noi si limitano nel vestire…io per prima perchè stanche di sentirci carne da macello. Naturalmente la soluzione non è uscire di casa ricoperte da infiniti strati di tessuto. Guai a ribaltare la responsabilità di ciò che accade sulla donna che decide di percorrere un pomeriggio all’aria aperta vestita come più si sente a proprio agio. E vi invito a guardare il video a questo link (https://www.youtube.com/watch?v=b1XGPvbWn0A)  per capire che non è assolutamente l’abito a fare la differenza. La ragazza del video ha una maglia accollata ed un pantalone nero con scarpe da ginnastica eppure in 10 ore ha ricevuto più di 100 molestie.

Ignorare questa questione abituandoci ad uno stato di disagio che molto spesso ci pervade nel camminare in strada non cambierà le cose. Bisogna parlarne, reagire a questi buzzurri, educare i nostri figli maschi insegnandogli il peso delle parole e il potere delle conseguenze.

Con questo non voglio di certo fare di tutta l’erba un fascio perchè non è assolutamente così. Sono consapevole che la categoria dei “ molestatori” sia una minoranza.  Esistono, vedo e conosco uomini che non si permetterebbero mai di abbassarsi a tale livello e mi rivolgo proprio a voi: quando sentite commentare un uomo vicino a voi o un vostro amico INTERVENITE, fermateli! Cercate di farli ragionare sulla bassezza di tale comportamento. Mi dispiace dirlo ma chi non lo fa ne è automaticamente complice.

Io però ho speranza, credo veramente che le cose possano cambiare e il racconto di un esercizio svolto da diverse decine di uomini durante un seminario dedicato alla crescita personale di un noto formatore italiano me ne ha dato la certezza. L’esercizio consisteva in uno scambio di ruoli tra uomo e donna ambientato in una discoteca. La prima indicazione data al pubblico maschile che impersonificava la donna era quello di togliersi la maglietta e restare per tutta la durata dell’esercizio ( circa 2 ore ) a dorso nudo. Le donne nelle vesti degli uomini si dovevano comportare come tali e quindi nel caso ci fosse stato un interesse, dovevano guardare e corteggiare la persona che più le attirava.

Questo esercizio l’ha fatto anche mio marito che al termine mi ha chiamato raccontandomi di aver vissuto uno dei momenti più imbarazzanti, irritanti e formativi allo stesso tempo. Lui  fa parte di quel ristretto gruppo di uomini galanti, raffinati, amanti del bello e dell’educazione (e infatti l’ho sposato per toglierlo il prima possibile dal mercato ahaha) non commenta volgarmente le donne che gli passano vicino ( al massimo insieme ammiriamo chi abbiamo davanti), ha capito quanto sia fastidioso essere avvicinati e commentati…quanto ci si senta nudi a volte di fronte ad alcuni sguardi in grado di sfilarti la maglietta. Da quel giorno non ha più messo in dubbio il mio fastidio verso i commenti che ricevo in strada.

Questo problema purtroppo lo riscontro tantissimo tra le mie clienti in particolar modo nel mondo del lavoro. Seguo da alcuni mesi una giornalista ghettizzata perchè molto avvenente e sensuale nei modi. “ Troppo bella e sexy per fare la giornalista” Questo è quello che si sente dire da anni. Costretta a nascondere il suo corpo per continuare a svolgere il lavoro per cui ha studiato e che ama. Eppure è una donna laureata, colta, molto impegnata nel sociale,  con lo sguardo sempre rivolto ai bambini dei paesi della Siria. Ma per l’ambiente in cui lavora questo conta meno rispetto al suo aspetto che risulta sempre in primo piano.

Voi non avete idea di quanto mi sia pesato dirle che, ancora oggi nel 2018, una donna venga considerata ancora prima un corpo e poi una persona pensante e di valore. Voi non avete idea di quanto sia straziante per me quando nel suo armadio, creando gli outfit da lavoro con i capi presenti, ho dovuto scartare tutti i top un po’ più scollati o le gonne sopra il ginocchio.  Perché l’ho fatto? Perchè per lei il gioco vale la candela. E come darle torto, in ballo c’era il suo amato lavoro.

Tutto questo però è inammissibile e mi fa contorcere lo stomaco.

Ma poi, una curiosità: dopo aver commentato o attirato l’attenzione in maniera negativa di una donna questa è mai venuta a cena con voi? Credo di no. E non vi lamentate se alziamo in risposta il dito medio…ve lo meritate sfigati!